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Quali sono i fattori predisponenti?


1. Caratteristiche individuali: ci sono alcune note individuali che accomunano le persone che soffrono di anoressia e bulimia; questi elementi concorrono a predisporre un terreno sul quale può innestarsi il disturbo del comportamento alimentare.
Il primo elemento è di tipo anagrafico: gli adolescenti sono più vulnerabili e i più colpiti. L’adolescenza è un periodo estremamente delicato di passaggio fra la dipendenza dell’infanzia e l’autonomia della fase adulta. Il disturbo alimentare può nascere dall’incapacità di far fronte a questi cambiamenti, alla paura della maturità e a tutte le richieste e responsabilità che comporta. In un certo senso la malattia è un mezzo, un modo per restare o ritornare bambini, in una situazione “protetta” sia sul piano fisico che su quello affettivo, cognitivo e sociale.
Tra i fattori di tipo psicologico sembra rilevante l’idealizzazione della magrezza, peraltro rinforzata dai messaggi veicolati quotidianamente dai mass-media. Viene costruita un’immagine di sé strettamente legata a tratti fisici che vedono e pongono la magrezza come segno di valore e di bellezza (magro è bene; grasso è male). Tutto ruota intorno al corpo come fonte di autonomia, di controllo e di sicurezza. Le donne, in particolare le ragazze più giovani, sono più vulnerabili degli uomini a questo aspetto per motivi legati all’educazione e al contesto socioculturale: sono molto sensibili al giudizio degli altri e il valore personale è maggiormente legato all’immagine esteriore. Per le ragazze il corpo è un potente mezzo di comunicazione e di relazione, essere magre può diventare il requisito indispensabile per essere e sentirsi accettate. Questo è il messaggio forte che manda la società. Le ragazze sanno che gli uomini guardano il loro corpo e vengono educate ad essere guardate; avere un corpo che rispetti i canoni estetici imperanti diviene una sorta di necessità per le relazioni sociali.
Generalmente sono presenti tratti di personalità caratterizzati da perfezionismo. Si tratta di ragazze ambiziose, con ottimi risultati a scuola e nelle attività che intraprendono, che mostrano un impegno e una tenacia spesso considerati prova di grande maturità e responsabilità. Quasi sempre questo atteggiamento di dedizione e sacrificio nasconde una bassa autostima e una profonda insicurezza personale, che esprime il timore di non essere accettati dagli altri per quello che si è. La persona pensa che potrà essere accettata solo a condizione di dare il massimo delle proprie possibilità senza la minima smagliatura. Nelle persone che si ammalano questi tratti vengono spinti all’esasperazione, viene eliminato qualsiasi impegno che non abbia a che fare con lo studio o l’attività su cui si è investito, la paura di deludere e di fallire è grande. Il giudizio altrui viene valutato l’unico modo per stimare il proprio valore. Molte ragazze sono assolutamente convinte di non essere come gli altri le vorrebbero e a questa idea si adeguano cercando in tutti i modi di soddisfare le aspettative altrui.
Nella maggior parte dei casi a causa del disturbo alimentare si giunge a livelli di impegno, ad esempio nella scuola, non sostenibili con il conseguente abbandono degli studi quale risultato dell’insicurezza e del perfezionismo per cui nessun risultato è giudicato accettabile. Legato al perfezionismo è un particolare tipo di pensiero, definito pensiero “tutto o niente” o pensiero “dicotomico”, caratterizzato dall’assenza di ogni gradualità nel modo di argomentare e di ragionare: tutto è visto in bianco o nero, i risultati ottenuti sono assolutamente positivi o irrimediabilmente negativi, qualunque cosa è inaccettabile se non si raggiunge il massimo. La ragazza che affronta la dieta per sentirsi più accettata dagli altri penserà che il suo corpo deve essere perfetto, altrimenti ogni suo sforzo sarà stato vano.
Prima che la malattia diventi evidente in molte di queste ragazze si ritrovano tratti di ossessività, di ansia e di depressione. È possibile che questi aspetti siano conseguenti allo stato di malnutrizione (vedi più oltre paragrafo sui “Sintomi da digiuno”). Gli aspetti ossessivi, comunque, paiono essere spesso preesistenti al manifestarsi del disturbo alimentare; tratti ossessivi si possono ritrovare nel bisogno di mettere ordine, di fare le pulizie, di avere un elevato controllo in generale.
La presenza anche di un modesto sovrappeso in una adolescente con le caratteristiche psicologiche a cui abbiamo prima accennato la farà sentire diversa dal modello fisico dominante, facilmente potrà polarizzare la sua attenzione sull’esigenza di condurre una dieta, di mettere ordine nel proprio comportamento alimentare per raggiungere l’aspetto fisico desiderato.

22. Caratteristiche familiari: il ruolo della famiglia nell’insorgenza di un disturbo alimentare è stato spesso enfatizzato anche a sproposito. Le varie teorie che si sono occupate di questo aspetto hanno spesso fatto riferimento ad un rapporto disturbato tra madre e figlia o ad una particolare configurazione della dinamica familiare, che presenterebbe una madre dominante iperprotettiva, intrusiva e un padre assente. In realtà è impossibile sapere se un particolare clima familiare sia causa piuttosto che conseguenza del disturbo. Sarebbe strano immaginare che di fronte ad una figlia che deperisce giorno per giorno un genitore non diventi iperprotettivo e che questo non provochi un grande aumento della tensione familiare.
Ciò che appare dalle osservazioni allargate di famiglie con un componente affetto da anoressia è che esiste una molteplicità di situazioni familiari diverse ed è difficile trovare dei denominatori comuni. Oggi non viene più accettata l’idea che vi sia una famiglia “tipica” che favorisca l’insorgenza dell’anoressia.
Una considerazione a parte va spesa per quelle famiglie in cui esiste una particolare attenzione ai temi dell’aspetto fisico e dell’alimentazione. E’ probabile che un clima familiare in cui questi aspetti vengono enfatizzati possa portare alla costruzione di un’immagine di sé polarizzata sull’aspetto esteriore. Tuttavia, anche in questo caso, non esistono prove che i disturbi del comportamento alimentare si manifestino più frequentemente in contesti di questo tipo. Studi significativi hanno evidenziato che una elevata insoddisfazione corporea nei genitori favorisce un analogo atteggiamento in particolare nelle figlie femmine. Analogamente atteggiamenti ossessivi e ipercritici sembrano essere più frequentemente presenti nelle famiglie delle ragazze anoressiche, ma questi riscontri non significano di per sé che questi fattori siano causa diretta del disturbo alimentare.

3. Caratteristiche socioculturali: l’anoressia nervosa e la bulimia sono diffuse principalmente nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo in proporzione al livello di assimilazione della cultura occidentale: questo fa pensare che i disturbi del comportamento alimentare abbiano una determinante socioculturale.
L’ideale della magrezza è esaltato da tutti i mezzi di comunicazione: l’aumento dei casi di anoressia e bulimia negli ultimi anni va di pari passo con la diffusione di articoli relativi alle diete e di prodotti per dimagrire. L’immagine attuale di donna di successo non è legata tanto al possesso di particolari capacità quanto piuttosto a modelli irreali di donne attraenti e, soprattutto, molto magre (si pensi alle copertine delle riviste e le passerelle in cui imperano ragazze ossute e dall’aspetto emaciato). E’ facile intuire quanto potere questi modelli culturali possano avere su persone particolarmente vulnerabili alle influenze esterne come per esempio gli adolescenti o soggetti con tendenza al perfezionismo e con bassa autostima. Nella nostra società la donna magra rappresenta l’ideale di donna potente, ricca, di successo, sessualmente attraente e vincente. Il culto del valore estetico è tale che solo ciò che è bello può anche essere buono, e tende a porre la bellezza come presupposto implicito delle qualità della persona. A tutto ciò si aggiunge il fatto che disturbi quali l’anoressia e la bulimia vengono facilmente mitizzati: spesso i rotocalchi li presentano come malattie delle ragazze di classe sociale elevata, belle, intelligenti e attraenti. E’ indubbio che per molte ragazze alla ricerca della propria identità, la capacità di controllo sul proprio corpo propria dell’anoressica e la possibilità di attrarre l’attenzione su di sé possano rappresentare in una prima fase un elemento di fascino.