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Home > [I disturbi alimentari]
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Quali sono i fattori di mantenimento?
Per fattori di mantenimento della malattia intendiamo tutti quegli eventi che contribuiscono a rinforzare e perpetuare la condizione patologica una volta innestata. E' molto importante tenere in debita considerazione questi aspetti poiché, soprattutto nelle situazioni più gravi e di lunga durata, gli interventi vanno indirizzati proprio alla riduzione di questi fattori. Nell'impossibilità di reperire una causa precisa da rimuovere, l'intervento più efficace è rappresentato dalla modifica di quegli elementi che tengono in vita il disturbo.
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Inizialmente sono importanti gli aspetti legati al pensiero: le idee sul peso e sulle forme corporee spingono la persona a formulare un unico pensiero "è assolutamente fondamentale che io sia magra!", a questo seguono tutte quelle azioni che possono portare al raggiungimento di questo obiettivo. Spesso queste idee vengono rinforzate dall'esterno: non è raro trovare qualcuno che si complimenti con una ragazza normopeso che si mette a dieta.
Le persone che si sottopongono ad una alimentazione ridotta, dopo una prima fase caratterizzata da euforia e iperattività, sviluppano una complessa serie di sintomi e segni che coinvolgono aspetti organici, comportamentali e psichici costituendo quella che viene definita come la "sindrome da digiuno"
| SINTOMI DA DIGIUNO |
Atteggiamenti nei confronti del cibo:
- Preoccupazione per il cibo
- Collezione di ricette e libri di cucina
- Inusuali abitudini alimentari
- Incremento del consumo di caffè, tè, spezie
- Occasionale ingestione esagerata di cibo
Modificazioni emotive e sociali:
- Depressione
- Ansia
- Irritabilità e rabbia
- Labilità emotiva
- Episodi psicotici
- Cambiamenti di personalità evidenziati dai test psicologici
- Isolamento sociale
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Modificazioni cognitive:
- Diminuita capacità di concentrazione
- Diminuita capacità di pensiero astratto
- Apatia
Modificazioni fisiche:
- Disturbi del sonno
- Debolezza
- Disturbi gastrointestinali
- Ipersensibilità al rumore e alla luce
- Edema
- Ipotermia
- Parestesie
- Diminuzione del metabolismo basale
- Diminuzione dell'interesse sessuale
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| Tratta da: A. Keys et al., The Biology of Human Starvation. Minneapolis: University of Minnesota Press,1950 |
Sul piano fisico compaiono disturbi legati al ritmo del sonno (la fame spesso impedisce di dormire), alla bassa temperatura corporea (difesa delle residue energie e risparmio energetico) da cui la sensazione costante di freddo sofferta dalle anoressiche. I sintomi digestivi (nausea, senso di pienezza gastrica, tensione addominale) sono a volte così importanti che spesso dolori, spasmi, gonfiori, sensazioni di difficoltà digestive sono segnalati come motivo del rifiuto del cibo. Sul piano psicologico si riscontra un'attenzione completamente polarizzata sul cibo, che porta il soggetto a imperniare tutta la sua quotidianità sull'alimentazione, talvolta con comportamenti bizzarri, ritualistici e spesso caratteristici in particolare dell'anoressia restrittiva.
| Rituali alimentari nell'anoressia Nervosa |
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Mangiare molto lentamente, mangiare di nascosto
fare piccoli bocconi, sminuzzare e spezzettare i cibi
Pulire i cibi dal grasso visibile, asciugare il condimento
Usare le posate in modo anomalo (mangiare con una piccola forchetta)
Nascondere il cibo, fare scarti elevati, lasciare sempre qualcosa nel piatto
Usare spezie ed aromi in quantità eccessive
Mischiare i cibi in modo inadeguato
Bere quantità eccessive di liquidi fuori pasto o al contrario non bere
Selezionare mentalmente e fisicamente la dose da mangiare
Conteggiare le calorie di tutto quello che si mangia
Controllare cosa e quanto mangia chi è a tavola con loro
Assumere sempre gli stessi cibi e pietanze
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Si assiste spesso a modificazioni importanti sul piano emotivo, emergono stati depressivi, ansiosi e di irritabilità; talvolta si possono riscontrare manifestazioni psichiatriche anche di maggiore gravità. Spesso risulta evidente una tendenza all'isolamento sociale, amplificata dalle oggettive difficoltà che la ragazza anoressica incontra nel frequentare altre persone. Gli amici, dopo un primo momento in cui hanno a volte incoraggiato la sua dieta per la linea, divengono perplessi di fronte all'eccessivo dimagrimento e non condividono le sue preoccupazioni per il cibo. Inoltre, lo stare insieme spesso prevede momenti conviviali quali mangiare la pizza o il gelato; in queste occasioni chi soffre di anoressia sperimenta solo ansia, imbarazzo, voglia di evitamento e di autoesclusione. L'insorgenza della sintomatologia psichiatrica (ansia, depressione, irritabilità) e la tendenza a chiudersi in se stessa pongono la ragazza in una condizione in cui ogni relazione è difficile ed anche l'accettazione di un aiuto esterno è problematica. La ragazza con un DCA ha imparato che il controllo del cibo è un potente strumento per controllare le sue ansie e paure: ogni tentativo di ridurre il controllo può scatenare una crisi di ansia e depressione. È allora giocoforza per la ragazza riprendere quel controllo che riesce a darle un seppur breve sollievo.
Sul piano del pensiero si riscontra, dopo la fase iniziale, una diminuzione della capacità di concentrazione, che spesso ha a che fare con la necessità di aumentare l'impegno nello studio fino a ritmi estenuanti per mantenere il profitto scolastico. Si assiste, inoltre, ad una regressione della forma del pensiero che diviene simile a quello infantile, legato ai dati concreti della quotidianità e incapace di elaborare ipotesi sul futuro o su situazioni diverse da quella presente. Si verifica una situazione in cui apatia, scarsa capacità di concentrazione e ridotto pensiero critico si accompagnano in un quadro che tende a perpetuare il disturbo di base.
E' importante sapere che i sintomi descritti sono legati in modo diretto e contingente alla condizione di malnutrizione e sono quindi reversibili.
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