Anoressia, bulimia, obesità, BED possono colpire anche gli uomini?
Anoressia, bulimia e i disordini alimentari non sono un fenomeno esclusivamente femminile, sebbene questi disagi colpiscano prevalentemente le donne. Il corpo maschile, ostentato sulle riviste e nelle pubblicità, è un chiaro segnale che l'ossessione della forma fisica ha sconfinato nel mondo degli uomini. Si parla di incremento dei casi di disordini alimentari fra gli uomini ed i ragazzi; si tratta, piuttosto, di un aumento della capacità di chiedere aiuto, di rivolgere una domanda di cura alle istituzioni terapeutiche. E' dunque diventato socialmente più “lecito” per un uomo chiedere aiuto. E' vero, infatti, che si tratta di un disturbo tipicamente femminile, relativo alle questioni intimamente legate all'essere donna; ma è anche vero che la psicoanalisi ha fatto passare nella mentalità comune una delle sue verità, ossia che l'essere uomo o donna non è una questione biologica, ma una questione simbolica. Per la psicoanalisi l'anatomia non è un destino. L'obesità, rispetto agli altri disordini alimentari, rappresenta una questione a parte, non essendo, questa, una patologia così legata al genere sessuale. Per quanto riguarda l'esordio è da rilevare un'importante differenza: nei maschi avviene, di solito, più tardi rispetto al periodo puberale, non nella primissima adolescenza, forse appunto perché il disturbo in questi casi non è legato ai tempi della maturazione sessuale femminile. Per quanto riguarda l'eziologia, può risultare “scatenante" l'incontro con l'altro sesso, che risulta essere per varie ragioni “traumatico”. La soluzione anoressica maschile può funzionare, allora, come rimedio a questo incontro; al contrario di quanto avviene sul versante femminile, dove è utilizzata per mettere alla prova l'altro, con l'imperativo “Amami a prescindere dal mio corpo, desiderami come persona”, o per tenerlo a distanza, rifiutando, attraverso la negazione del proprio corpo, anche la sessualità. Su quello maschile l'anoressia permette invece l'incontro sessuale; in un certo senso disinibisce il soggetto, come succede con l'uso di cocaina, quindi in modo chiaramente patologico, e ristabilisce un alto valore di sé. Alcuni soggetti, infatti, vivono con euforia la fase anoressica e in questa si sentono di conseguenza facilitati nelle relazioni con l'altro sesso, perché hanno conferma del proprio valore nel coincidere con il proprio ideale estetico e virile. Questa facilitazione sembra valere anche in quei casi in cui dimagrire è anche un modo per mettere a freno, tenere a bada una pulsione che è vissuta in modo persecutorio. Queste sono alcune delle differenze rispetto all'anoressia “classica” femminile; altre certamente ne individueremo inoltrandoci sempre più nello studio di questo particolare fenomeno clinico; ma aldilà delle differenze va sottolineato un aspetto che le accomuna: una seria pericolosità che, come sappiamo, può portare ad effetti devastanti.
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